IL PRIMO GIORNO DI SCUOLA.

standard 27 novembre 2015 8 responses

Ho pulito la borsa. Una di quelle cose che fai proprio quando sei arrivata ad un punto di svolta, oppure quando hai un po’ di tempo da dedicare alle cose inutili. Tipo oggi. Oggi che il mio Mirtillone rimane al nido fino alle 2. Oggi che comincia qualcosa di nuovo. Di nuovo qualcosa di nuovo. Direi che questo 2015 non è stato avaro per me, ma in generale non lo sono mai le mie giornate, basta solo saper guardare oltre, apprezzare ogni dettaglio che la vita ti presenta, anche il più insignificante.

Ho trovato, dentro la borsa, un sacco di spazzatura. Fazzolettini, biglietti del cinema di un’epoca dimenticata, tante penne, scarabocchi, scontrini, un deodorante finito (?), salviettine per culetti delicati, cose varie ed eventualmente inutili.
Ho trovato la voglia di mettermi qui e raccontare di questo giorno nuovo, perchè anche di venerdì possono esserci degli inizi. Dopo (quasi) 7 mesi e mezzo, passo qualche ora lontana dal mio piccolo. Oggi dorme fuori. E io cerco di resettare i pensieri e il bisogno della sua presenza. Si, perchè in mezzo alla voglia di dormire ormai cronica e la voglia di stare un po’ per i fatti miei, la necessità di sentire i suoi vocalizzi, le sue richieste e le sue piccole mani sul mio viso è una cosa che non riesco a frenare. Questo giorno nuovo porta con se la distanza e la consapevolezza. Il distacco e il mio nuovo inizio. Dopo 9 mesi tornerò in ufficio, martedì.
Sicuramente più magra dell’ultima volta, sicuramente più disordinata nei pensieri, più occupati da quella piccola presenza di cui parlavo sopra, sicuramente di nuovo nuova.

Quante volte ci re-inventiamo noi donne? E’ una vita piena di cicli, sempre diversi l’uno dall’altro, momenti che pur rincorrendosi, lasciano spazio a orizzonti di soluzioni sempre diverse, cicli simpatici e antipatici, cicli storti e sgonfi, cicli d’amore e di lacrime. E poi arriva la gravidanza. L’ennesimo cambiamento, un susseguirsi di domino che fanno della nostra vita un totale casino. Bello, bellissimo e sconosciuto. Ma pur sempre casino. A noi maniache del controllo queste cose fanno andare un po’ fuori di testa. Ma non te lo puoi permettere, non ora, non un Mirtillone che ti cresce tra le braccia. E quindi adesso mi re-invento la Berry di prima. Quella puntuale e precisa sul lavoro, cercando di ammorbidire quello che resterà delle mie giornate, per godermelo a pieno, quel fruttino di bosco in lievitazione che ho la fortuna di avere accanto. Marito compreso.

Sarà difficile. Sarà un nuovo blues, come il baby blues di qualche mese fa. Sarà nuovamente lacrime, sono qui che le aspetto guardinga, pronta con il fazzoletto. Sarà la mia vita di prima, quel prima che non esiste più, che si è arricchito in modo atomico, sarà la Berry che risponde al telefono BalloonExpressBuongiornoSonoBerenice tutto d’un fiato e sarà la Berry che si dispera per un nuovo raffreddore del Mirtillone erede.

Sarà, sarà quel che sarà. L’importante è che ci sia io. Presente, ben salda, con i piedi per terra.

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Tratto da “Le tre età della donna” di G. Klimt

Berenice

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Sono Berry. Donna, mamma, moglie. Scrivo, corro, lavoro, amo. Sorrido sempre e non mi basta mai.

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