#mercoledì BIANCA NEVE

standard 9 novembre 2016 8 responses

Tiepidi, tra le mani
Purezze, spine, domani.

Bianca Neve
Petalo sfuggente
Ricordi?
C’era il mare chiuso in un vaso.

Lo ascoltavamo in silenzio.

Il suo fragore ridondante, l’odore.
Bianca Neve sciogli il tuo candore.
Confondi il tuo bianco col mare.

Mary Pellegrino, Dafne’s Corner, foto inedite.
Berenice Boncioli, Mirtillo & Lampone, parole inedite.

fiori-1-3

fiori-1-2

fiori-1

#mercoledì INTENSITA’

standard 12 ottobre 2016 6 responses

Io sono il tempo

Tu sei foglia rossa di calore d’autunno

Io scorro incessante

Tu ti trattieni, densa

Io mi lascio spesso vivere

Tu decidi, scegli, ti fai raccogliere.

m4r_7799

m4r_7798

m4r_7816

Ci sono dei #mercoledì magici, quelli con la M maiuscola, in cui lavori, scrivi, progetti, ti innamori.
Non tutti i giorni sono uguali, non da quando ci conosciamo, da quando le nostre vite hanno preso la stessa direzione e si sono scontrate.
In uno di questi folli scambi di idee, parole a vanvera, a volte forti, a volte leggere, abbiamo detto “Si! Facciamolo”. Ed eccoci qua.
Sarà l’ennesimo scambio del web, foto, parole, intuizioni pulite e senza futuro. Sarà l’ennesimo, certo, ma è il nostro. Il nostro modo di comunicare.

Mary Pellegrino, Dafne’s Corner, foto inedite.
Berenice Boncioli, Mirtillo & Lampone, parole inedite.

Tutto questo è il nostro #mercoledì.

m4r_7827

 

AD AGOSTO.

standard 19 agosto 2015 1 response

Curve sinuose
Cristalli di luce del mattino
Scompaiono le ombre

Agosto lento, infinita distesa di momenti dorati
I miei pensieri croccanti calpestati
Fanno rumore

Lasciati andare, lasciali andare
Nessun potere
Nessun valore

Catene di pensieri croccanti e parole
Scivolo sulle esse sibilanti e assenti
Sorvolo mondi rumori e favole stridenti

Parole, incidenti.

agosto

Agosto. Cucù.

MAI SPENTO

standard 30 giugno 2015 1 response

Acceso. Spento.
L’accesso alla mia anima, spento.
Insensibile combattente, spento.
Chiudo gli occhi allo specchio, mento.
Bugiarda, irrisolta, ingorda, mi costringo all’estremo.
Guardo in basso, vedo solo le nostre dita.

Nel pozzo dove ci siamo infilati, alla fine del tempo, solo noi.
Un passaggio stregato di stelle
Un cilindro chiuso di spazio
Un cielo di occhi e illusioni.

Acceso, mai spento.

Tempo of the City

standard 27 novembre 2012 20 responses
Prospettive.
Preoccupazioni.
Indifferenza.
Gran parte delle nostre giornate a destreggiarci tra queste parole.
Centellinando ogni energia.
Vorrei solo stare a guardare, osservare la lancetta, il tempo che passa.
Vorrei solo essere un piano liscio, cosparso di sapone.
Che non assorbe ma solo lascia andare.
Vorrei solo che le spalle di ogni passante non spingessero le mie, con strafottenza.
Egoismo, pena.
Disattendere inutili ideali.
Pupille vuote. Occhi assopiti.
Tra le strade di New York imparo a conoscere volti amici tra sconosciuti erranti.
Che non lasciano altre tracce che il loro silenzio.
Tempo of the City – 1938 – Berenice Abbott

Questo post lo dedico a quelle persone che in questi giorni mi hanno fatto stare bene e sorridere, alcune di queste persone sono le mie dolci amiche del mondo-blog che mi hanno regalato tantissimo con le loro parole, altre sono amiche “fisiche” che ogni giorno mi aiutano, mi ascoltano e mi spronano.
Grazie ?

CONSIGLIA Flauti alle mele